Il protrarsi dell’emergenza pandemica indebolisce le aspettative delle imprese altoatesine riguardo alla redditività nel 2021, facendole allineare a quelle dello scorso anno. Fatturati e investimenti sono in calo e anche sul fronte occupazionale non si prevede un miglioramento. I settori più colpiti rimangono turismo e trasporti, entrambi gravemente penalizzati dalla cancellazione della stagione turistica invernale. Ciò emerge dall’edizione primaverile del Barometro dell’economia. L’IRE – Istituto di ricerca economica della Camera di commercio di Bolzano mantiene inalterate le proprie valutazioni sulla dinamica del prodotto interno lordo altoatesino nel 2020, con una contrazione stimata del 10,0 percento. Per il 2021 si prevede una parziale ripresa, di entità compresa tra +1,0 e +4,0 percento.

Economia altoatesina – Nuovo peggioramento a fine 2020 e nei primi mesi del 2021

La reintroduzione di restrizioni alle attività economiche e agli spostamenti per contenere la seconda ondata pandemica ha causato un significativo calo dei fatturati negli ultimi mesi del 2020. Le imprese intervistate nell’ambito dell’indagine congiunturale segnalano come, già a settembre, il volume d’affari abbia subito una contrazione media di circa il dieci percento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Successivamente il divario si è ulteriormente allargato, fino a toccare il 23 percento a dicembre, soprattutto a causa del mancato avvio della stagione invernale. Il calo di attività trova conferma analizzando la dinamica dei consumi di energia elettrica delle imprese, che a partire da ottobre sono tornati su livelli inferiori rispetto all’anno precedente. Complessivamente, oltre due terzi delle imprese segnalano una riduzione di fatturato nel 2020.



Segnali preoccupanti arrivano anche dal mercato del lavoro: a febbraio 2021 l’occupazione dipendente in Alto Adige ha registrato addirittura un -10,2 percento rispetto allo stesso mese del 2020, con una contrazione ancora peggiore rispetto a quanto osservato la scorsa primavera durante la prima ondata della pandemia. Questo calo corrisponde a oltre 21.800 lavoratori dipendenti in meno ed è in gran parte imputabile al comparto turistico. Anche i dati relativi alle ore di cassa integrazione autorizzate in Alto Adige nel 2020 testimoniano la drammaticità della crisi: esse ammontano a oltre 19,8 milioni, oltre dieci volte quelle autorizzate nel 2019. Per il 2021 le imprese non prevedono una ripresa delle assunzioni.



Le valutazioni delle imprenditrici e degli imprenditori sull’esercizio 2020 si confermano molto negative, con oltre un terzo degli intervistati che segnala una redditività insufficiente. I giudizi più negativi provengono dagli operatori del settore turistico, ma notevoli criticità si ravvisano anche nel comparto dei trasporti e in quello energetico. Difficoltà permangono altresì in molte branche dei servizi e del commercio, che a partire dall’autunno scorso sono state oggetto di nuove restrizioni.



Il protrarsi dell’emergenza sanitaria, con il progressivo rafforzamento delle misure restrittive e il recente ripristino di zone rosse locali sul territorio provinciale, ha causato un deciso peggioramento delle aspettative per l’anno corrente: anche per il 2021 circa un’impresa su tre prefigura una redditività insoddisfacente. Questo dato, perfettamente sovrapponibile a quello relativo all’anno appena concluso, è influenzato dalle modeste aspettative circa l’andamento dei fatturati, che per oltre un terzo delle imprese conosceranno un nuovo calo, nonché dal deterioramento delle condizioni-quadro atteso da imprenditori e imprenditrici. Anche sul fronte degli investimenti si osserva un nuovo peggioramento, legato all’incertezza sui tempi della ripresa.

Lo scenario internazionale rimane legato all’evoluzione della pandemia di Covid-19

La diffusione delle nuove varianti di Coronavirus ha costretto molti Governi europei a varare restrizioni alla mobilità delle persone e alle attività economiche, in attesa di vedere i primi effetti delle campagne vaccinali. Alla luce di un primo trimestre dell’anno che si prospetta ancora molto debole, la Commissione Europea è stata costretta a rivedere al ribasso le stime per l’anno in corso: la previsione di crescita del PIL dell’Eurozona nel 2021 è ora pari a +3,8 percento. Un ruolo importante per la ripresa spetterà al “Piano di ripresa e resilienza”, che i singoli Paesi Membri dovranno presentare entro aprile alla Commissione Europea e che conterrà il programma di investimenti volti a ridurre l’impatto sociale ed economico della pandemia.

La congiuntura internazionale dovrebbe inoltre beneficiare della ripresa di grandi economie come gli Stati Uniti e la Cina. La contrazione del PIL statunitense nel 2020 si è limitata a un -3,4 percento e per il 2021 si prevede un incremento del 5,1 percento. La Cina, invece, dopo aver chiuso il 2020 con una modesta crescita del 2,3 percento, quest’anno potrebbe addirittura superare l’otto percento.

In Italia, secondo le ultime stime, il 2020 si è concluso con una contrazione del Prodotto Interno Lordo pari all’8,9 percento, superiore a quella registrata nell’Eurozona. Il calo è imputabile soprattutto alla domanda interna, ma anche l’apporto della componente estera è stato negativo. Contemporaneamente, il rapporto tra debito e PIL è cresciuto di oltre venti punti percentuali, attestandosi al 155,6 percento. Inoltre, nonostante il divieto di licenziamento, la crisi economica scatenata dalla pandemia ha causato la riduzione dello 0,9 percento del tasso di occupazione, che a fine anno si è attestato al 58 percento. Ancora più marcata è stata la riduzione delle ore lavorate: nel 2020 si è osservato un calo dell’11 percento rispetto all’anno precedente, corrispondente a 4,8 miliardi di ore.

A causa degli ultimi sviluppi della pandemia, con la diffusione delle nuove varianti di Coronavirus in molte regioni del Paese, la Commissione Europea ha rivisto al ribasso le stime di crescita del PIL italiano nel 2021, portandole a +3,4 percento.

Il prodotto interno lordo in Alto Adige
Per il 2020 l’IRE mantiene inalterata la stima di una contrazione del PIL provinciale pari al 10 percento. La ripresa nel 2021 non potrà arrivare prima della seconda metà dell’anno. Sulla base delle informazioni attualmente disponibili si prevede una modesta crescita, la cui entità potrà essere compresa tra +1,0 e +4,0 percento, secondo l’evoluzione della pandemia, della campagna vaccinale e della fiducia di imprese e consumatori.

Il Presidente della Camera di commercio, Michl Ebner, sottolinea l’importanza di incrementare il sostegno alle imprese: “A differenza della scorsa primavera, la seconda ondata pandemica colpisce imprese già indebolite da un anno di crisi economica. È pertanto necessario prorogare ed ampliare ulteriormente gli strumenti a salvaguardia del tessuto economico locale e dei posti di lavoro. Restituire fiducia agli imprenditori e alle imprenditrici altoatesine è fondamentale per agevolare la ripartenza.”