Il clima di fiducia delle imprese manifatturiere altoatesine appare generalmente positivo, seppur con importanti differenze tra le singole branche. Molte imprese sembrano aver imboccato il sentiero della ripresa, incrementando fatturati, investimenti e occupazione. Ciò emerge dal Barometro dell’economia dell’IRE – Istituto di ricerca economica della Camera di commercio di Bolzano. Nel complesso, oltre quattro imprese su cinque confidano in un risultato d’esercizio quantomeno soddisfacente nel 2021.



Le valutazioni sulla redditività nel settore manifatturiero altoatesino sono generalmente positive, con oltre il 20 percento delle imprese che confida in un risultato d’esercizio “buono” nel 2021 e un ulteriore 60 percento che si attende una redditività comunque “soddisfacente”. La ripresa è testimoniata altresì dal grado di utilizzo della capacità produttiva, ormai tornato sui livelli precrisi.



Tuttavia, non tutte le branche del settore sembrano aver ancora imboccato il sentiero della ripresa. In particolare, permangono criticità nel comparto delle produzioni alimentari, dove due imprese su cinque attendono un risultato d’esercizio insoddisfacente. Modeste appaiono anche le valutazioni nella branca della stampa. Maggiore ottimismo si respira nella produzione di materiali edili e nella lavorazione del legno, dove molte imprese confidano in una redditività “buona”.

I dati più recenti riguardo ai fatturati, relativi ai volumi di vendita nel mese di aprile, certificano un consistente incremento rispetto allo stesso mese del 2020, nell’ordine del 25 percento. A questa crescita contribuisce però anche l’aumento dei prezzi di vendita operato da molte imprese, anche per fronteggiare il consistente rincaro delle materie prime. Nella prima parte dell’anno, un contributo decisamente positivo al fatturato è arrivato dal commercio con l’estero: tra gennaio e marzo 2021 si è infatti ulteriormente consolidata la ripresa delle esportazioni dall’Alto Adige, il cui valore complessivo ha superato la soglia di 1,4 miliardi di euro in un singolo trimestre.

Il generale miglioramento della situazione del settore manifatturiero si riflette sull’occupazione: a partire da marzo il numero di occupati dipendenti è tornato al di sopra delle 34.000 unità e a giugno era superiore del 2,2 percento rispetto al valore registrato lo stesso mese dell’anno scorso. Addirittura, molte imprese iniziano a lamentare nuovamente problemi di carenza di manodopera e segnalano l’intenzione di incrementare le assunzioni.

Il progressivo recupero della fiducia emerge anche dalle intenzioni di investimento, in particolare per quanto riguarda l’acquisto di nuovi macchinari. Anche in questo caso, però, sussistono notevoli differenze tra le singole branche. La ripresa dell’attività di investimento dovrebbe coinvolgere in particolare il comparto tessile e quello dei prodotti in metallo, mentre nelle branche più in difficoltà si assisterà ad una nuova contrazione.
Il Presidente della Camera di commercio di Bolzano, Michl Ebner, si rallegra per i segnali di miglioramento fotografati dal Barometro dell’economia IRE: “Dopo un anno molto difficile, la manifattura altoatesina sta progressivamente ritornando alla normalità, anche grazie al buon andamento delle esportazioni. In questa fase è importante che il commercio estero non venga limitato da freni alla circolazione delle merci sull’asse del Brennero.”

Nota:
Il settore manifatturiero comprende tutte le attività connesse con la produzione di beni, come ad esempio alimentari, tessuti e abbigliamento, oggetti in legno e mobili, prodotti chimici e farmaceutici, materie plastiche, prodotti in metallo, macchinari, apparecchiature, veicoli, ecc.